La nave è libera, la nave è stata chiusa e presidiata, la nave è stata cementata e di nuovo libera, la nave è interdetta per sempre…. E’ questa in breve la storia travagliata di questo splendido relitto che ha segnato l’esperienza subacquea di moltissimi sportivi innamorati della sua storia e affascinati dal suo mistero.
La Laura C è stata oggetto di libri, telegiornali, quotidiani, argomento prediletto di politici, amministratori locali e nazionali. La nave del tritolo, la nave della 'Ndrangheta, la strage di Capaci, i furti, il mercato nero quante ne ho sentite su di lei, quante ancora oggi ne sento da parte di persone convinte di avere in mano lo scettro della giustizia e la sacra fiamma della verità senza però che costoro conoscano un minimo di tutta la sua storia passata e recente.
In quanti sanno che prima della sua ultima riapertura il relitto è stato compromesso per sempre grazie ad una illogica cementificazione delle stive? La cementificazione, SI proprio quella, nonostante tutto l’avevamo attesa come una liberazione, avrebbe restituito il relitto ai sub coprendo finalmente il maledettissimo tritolo. L’ennesimo caro prezzo da pagare in termini ambientali per arrestare il sistematico prelievo di questo stramaledettissimo e mal voluto ospite della nave. Ma come ben sappiamo già l’Italia a volte dimostra di essere un paese assurdo, immaginiamoci la regione Calabria, che fantastica occasione ha avuto per non essere da meno. La sorpresa ci attendeva inesorabile!
Finalmente felici e tranquilli, relitto libero ai sub, relitto tornato accessibile, ci immergiamo! Facciamo il solito percorso, e già la sorpresa comincia da riva: grossi anelli di ferro e ancoraggi di cemento abbandonati sul fondo ci colpiscono immediatamente. I grandi tubi utilizzati per la deposizione del cemento cominciano ad apparire non appena si scorge la sagoma del relitto, affiancati sul ponte principale lungo i camminamenti laterali. A questo punto visto l’antipasto immaginiamoci il resto…
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